Storia dello Swing

Alla fine degli anni venti, in piena crisi economica ed in pieno proibizionismo, si sentì il bisogno di novità anche nel campo musicale: le orchestrine New Orleans e Dixieland non soddisfacevano più il pubblico. I locali di Kansas City e New York (Cotton Club in testa) decisero di affidarsi a musicisti giovani con nuove idee. Kansas City divenne quindi il regno di Count Basie ed il Cotton Club di NY quello di Duke Ellington: le loro orchestre, con le loro assolute diversità, scandiranno e influenzeranno gli sviluppi futuri del Jazz fino al 1940.

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Lo swing di Kansas City era segnato da una totale influenza del blues mentre quello di New York, grazie a "Duke" Ellington, per alcuni versi era simile persino alla musica sinfonica. 

A differenza dei generi precedenti, nello swing si assiste ad una maggiore importanza della sezione ritmica, generalmente composta da chitarra, pianoforte, contrabbasso e batteria, la quale ha il compito di creare una base per le improvvisazioni dei solisti; si sviluppano inoltre le big band, costituite anche da 20-25 elementi e, soprattutto, le improvvisazioni si affrancano completamente dalla semplice variazione sul tema divenendo a loro volta temi nel tema. 

A lato delle big band che hanno caratterizzato l'era dello swing, questo genere veniva eseguito anche da formazioni di pochi elementi: tre, quattro o cinque strumenti. È da queste che, successivamente, nascerà il genere poi chiamato Mainstream.

Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, si abbandona il banjo in favore della chitarra e assumono sempre maggior importanza i sassofoni a scapito del clarinetto.  



Dopo i primi successi neri, lo swing divenne fonte di guadagno per i musicisti bianchi i quali riuscirono a farlo divenire genere di successo radiofonico e a portare il jazz ad Hollywood.  

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Tra gli anni 1935 e 1946 lo swing delle big band divenne il genere più popolare degli Stati Uniti: oltre ad Ellington e Basie altri musicisti e bandleader come Louis Prima, Fletcher Henderson, Shep Fields, Benny Goodman, Jimmy Dorsey, Tommy Dorsey, Glenn Miller, Woody Herman, Harry James e Artie Shaw furono i protagonisti di questo periodo.

Il declino della cosiddetta "era delle big band" ebbe molti motivi, ma il principale fu la chiusura (durante la guerra) delle immense sale da ballo che costituivano i datori di lavoro più affidabili per le orchestre, e anche gli unici locali che potevano permettersi di pagare alcune decine di musicisti ogni sera. Dopo la guerra molte sale non riaprirono, e quelle che lo fecero si dedicarono ad altri tipi di musica da ballo: stava per cominciare l'era del rock. Il locale di elezione per la musica jazz divenne allora il club di ridotte dimensioni, per il quale la formazione tipo era il piccolo combo, dal trio al sestetto.

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Count Basie nel film Stage Door Canteen

LINDY HOP

Il Lindy Hop è un ballo swing afroamericano nato ad Harlem, New York, negli anni venti - trenta del secolo scorso, in un'epoca immediatamente precedente al periodo della Grande Depressione, la crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 24 ottobre 1929.

Shorty George Snowden

Secondo la leggenda il nome fu dato da Shorty George Snowden che in occasione di una maratona di ballo durante le celebrazioni della trasvolata di Charles Lindbergh (detto "Lindy") sull'Atlantico ("hop"; balzo, salto), dopo aver eseguito uno dei suoi passi secondo uno stile già in voga in alcune sale da ballo di Harlem, disse che stava facendo il Lindy Hop, I'm doin' the Hop... the Lindy Hop, probabilmente pensando al celebre volo da New York a Parigi del pioniere dell'aviazione degli Stati Uniti.

Il ballo

Il Lindy Hop si balla prevalentemente in coppia ma esistono routine che prevedono dei passi da eseguire da soli (solo steps). La struttura del ballo è principalmente in 8 tempi, a cui si affiancano passi in 6 tempi.

Il triple-step è il passo caratteristico del Lindy Hop, che sulle musiche più veloci può essere sostituito da un semplice "Slow" Step che copre due beat musicali. In entrambi i casi, la caratteristica principale è il molleggiare verso il basso, piegandosi principalmente sulle caviglie. Tale molleggiamento o oscillazione prende il nome di "bounce"

Nella coppia ci sono due ruoli: leader e follower: il leader guida il ballo, decidendo le figure e la loro sequenza, il follower segue le figure e le interpreta. Se si esegue una sequenza predefinita di passi, si sta eseguendo una "routine" o coreografia. Nelle serate di ballo, definite di "social dancing", non vengono mai eseguite routine, ma si balla sull'improvvisazione guidata dal leader ed interpretata dal follower. L'improvvisazione è alla base del Lindy Hop e di uno dei tipi di gara più seguiti ed apprezzati: il "Jack'n'Jill", nella quale le coppie si formano al momento e variano continuamente durante la competizione. In questa gara, non viene premiata la coppia, ma il miglior leader e il miglior follower. 

Il Lindy Hop include numerose figure ed acrobazie ed elementi derivati dal charleston, dal tip tap, dallo shag e dal cakewalk. Le principali figure sono lo Swing Out, il Sugar Push, Il Tandem Charleston da cui derivano poi un'innumerevole serie di variazioni. 

Fenomeno sociale 

Nell'epoca della musica swing il Lindy Hop è stato un vero fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazione di razza affollavano le ballroom americane dove si esibivano le grandi orchestre swing. Il Lindy Hop è stato negli anni Trenta e quaranta del secolo scorso un vero esempio di integrazione culturale tra bianchi e neri ed insieme allo swing fu il primo fenomeno sociale trasversale nella storia degli Stati Uniti.

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Una notte al Savoy

Ecco come un giornalista americano descrive una notte trascorsa al Savoy ballroom, la più importante sala da ballo di Harlem.

Una notte al Savoy, di Otis Ferguson (Pubblicato su The New Republic nel 1936) « Centinaia di persone (forse in una sera molto buona arrivano a 1600) sono sulla pista o sedute ai tavoli, o dinanzi al bar; lontano in un angolo, c'è una fila di taxi girls, due monetine per tre balli; dal soffitto piovono delle luci rosate e dovunque succede qualcosa. Ma il centro vitale della sala è qui sopra, sul podio, dove stanno, allineati su due file, i ragazzi dell'orchestra, che battono i piedi ritmicamente e sudano sui loro strumenti, facendo sussultare il pavimento; qui, dove la campana del sousaphone sembra una luna piena che manda i suoi bagliori sui ballerini e dove la pulsante sezione ritmica - chitarra, piano, basso e batteria - imbriglia tutta questa straripante energia costringendola a seguire il tempo. E quando gli uomini di Teddy Hill cominciano a suonare l'ultimo ritornello di un loro cavallo di battaglia intitolato Christopher Columbus, con quelle trascinanti figure disegnate dagli ottoni e coi sassofoni a dargli corpo, i ballerini si scordano di ballare e si affollano attorno al podio, e lì registrano il ritmo soltanto nei muscoli e nelle ossa, restando fermi e lasciandoselo rovesciare sulle facce rivolte all'insù, come se fosse acqua (e che il valzer sia maledetto). Il pavimento sussulta, e il locale sembra una dinamo, e l'aria fumosa si innalza a onde..... È una musica che anche i sordi riuscirebbero a sentire ».

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Frankie Manning

Il più grande ballerino di Lindy Hop è stato Frankie Manning, che ha inventato i cosiddetti aerials (o air steps), delle figure molto spettacolari con salti ed evoluzioni acrobatiche, e che nel corso della sua lunga vita ha insegnato il Lindy Hop a decine di migliaia di persone in tutto il mondo. 

Lindy Hop Hellzapoppin

Il Lindy Hop in Italia

La scena Italiana si sviluppa intorno alle scuole di ballo di numerosi professionisti ormai affermati e riconosciuti sulla scena internazionale. Vengono organizzati festival annuali o comunque periodici, nel quale si alternano lezioni e workshop con maestri locali ed ospiti internazionali e serate di social dancing con musica dal vivo.


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